sabato 25 marzo 2023
mercoledì 15 marzo 2023
Torneo si, torneo no
Sveglia presto, mini allenamento per il risveglio e poi via, in macchina, verso lo stadio scelto non senza difficoltà ieri. Già, non senza difficoltà, perché una volta arrivato l'ok dal presidente della federazione per procedere con l'organizzazione del torneo finale, è sorto il problema del campo. Un po' perché qui non ce ne sono, un po' perché il campo doveva essere "all'altezza della fifa", quindi non potevamo prendere un campo in terra rossa, africana, qualsiasi, per non dare al mondo un immagine negativa del paese ("altrimenti mi prendono per i cogli..i", dice l'amico di marsiglia). Ma via, ormai lo abbiamo trovato, andiamo al campo! Dall'hotel allo stadio sono 15 minuti (incredbile trovarsi in Africa e non rimanere imbottigliati nel traffico. Ma qui funziona così. Hanno addirittura i semafori, oltretutto rispettati...), ma quando arriviamo ci aspetta una sorpresa. Una spiacevole sorpresa. L'evento è rimandato. Oggi non si farà nulla. Non sono stati avvertiti alcuni ministri, la figlia del presidente non era al corrente dell'importanza della giornata, i bambini non possono venire...insomma, mille supercazzole, ma ciò che è certo è che oggi nessun pallone rotolerà su questo campo. Scattano le telefonate per fermare le leggende fifa, gli ospiti, i vip, i giornalisti, le decine e decine di persone invitate e ad ogni telefonata cresce in noi la delusione, ma anche la rabbia per una cosa che a noi, soprattutto ai miei compagni di avventura, appare incomprensibile. Non voglio fare l'esperto di geopolitica, ma ieri, quando Gerrard parlava, capivo perfettamente la sua posizione, il suo stato: se "dall' alto" non arriva l'ok ufficiale, qui, le cose non si fanno. Che tu ti chiami FIFA, Uefa e chissà cos'altro. I miei colleghi un po' meno e, nonostante il mio tentativo di spiegare il punto di vista del nostro amico, non son riuscito a render ben chiara la situazione. Ma il no di questa mattina, forse, è servito maggiormente allo scopo.
Con le pive nel sacco, quindi, rientriamo in hotel, dove è prevista una riunione con il ministro dello sport, il ministro dell'educazione, il presidente della federazione e il segretario generale. Per...per organizzare il torneo che domani potrà svolgersi!!! Si, proprio così. Oggi no, ma domani si. Perché? Forse è meglio non esplicitarlo troppo. Ma l'importante è che domani saremo in campo. Chiedo più volte conferma, certezza del fatto, e dopo aver ricevuto le dovute rassicurazioni posso andare a correre felice. Ok, oggi è passato. Iniziamo a pensare a domani e ai cento bambini.
domenica 12 marzo 2023
Kigali, Rwanda
Quando io e Antonio siamo stati raggiunti dalla telefonata del nostro capo, che, ancora incredula, ci comunicava che il segretario generale della federazione aveva poco fa cancellato il torneo/evento di lunedì, con la mente son tornato indietro ai tempi dell'Inter, quando in Palestina, improvvisamente, il sindaco della città ci aveva chiamato per dirci che non ci sarebbe stato alcun torneo in Israele tra i loro bimbi e quelli parte del nostro nucleo di Tel Aviv. Stessa situazione: finito allenamento tutto confermato, pacche sulla schiena e sorrisi in vista del grande evento che si sarebbe svolto di li a pochi giorni, e poi, poche ore dopo, l'incredibile e inspiegabile marcia indietro: non se ne fa nulla. Ma se da una parte le ragioni le conoscevo (la secolare e perenne "guerra" tra i due popoli, la paura di essere accusati di collaborazionismo, la volontà di non passare per amici "di quelli li"...), da quest'altra tutto mi rimane di difficile comprensione. E anche i miei colleghi, nella riunione improvvisata nella hall dell'hotel, sono spiazzati e tirano fuori mail, whatsapp, messaggi, in cui lo stesso personaggio che ora annulla tutto, aveva felicemente dato conferma del tutto, ringraziando fifa per l'opportunità e garantendo supporto e aiuto in tutto. Invece...Quando poi questa mattina, con il DT della federazione abbiamo affrontato il problema, per trovare una soluzione, le cose son diventate ancora più oscure: noi spingevamo per organizzare comunque un torneino in un altro campo in città e lui è andato su tutte le furie, mosso da qualcosa che a me è parso terrore, paura, spavento. Quando poi ha ripetuto più volte "se organizziamo qualcosa senza tutte le autorizzazioni io sono un uomo morto. Voi giovedì ve ne andate, ma io qui ci lavoro. e voi non sapete con chi abbiamo a che fare", ho capito che forse la mia idea del torneo approvata ieri sera non sarà di così facile attuazione. Spaventato, occhi sempre aperti, senza quasi mai un battito di ciglia e un fastidioso, almeno per me, tic alla mandibola ad accompagnare il tutto, l'ex giocatore del Nizza che avevo già incontrato in Mauritania e col quale si era creato un bel rapporto di stima e rispetto reciproco (ancora una volta costruito grazie alla palla), mi ha fatto capire che le cose non sono così semplici da queste parti. Insomma, il ragazzo (più o meno ragazzo) era piuttosto preoccupato. E io ho iniziato a rivedere le mie già scarse conoscenze del paese. Ricordo infatti un paio di articoli su internazionale che descrivevano questo posto come una rarità africana, ma senza ben spiegare il come si è raggiunto questo grado, apparente, di "sviluppo". E' vero, la città è pulitissima, ordinata, in giro tutti i motociclisti indossano un casco (rarità assoluta, per quanto ho visto io in Africa, nei 15 paesi fin qui da me incontrati), ma...tutto è controllato, centralizzato, deciso e ordinato dall'alto e nulla si muove se da sopra non arriva un via libera. E non si muove veramente. La gente qui va a zero all'ora, peggio dei cubani di Holguin che per me erano parenti stretti dei bradipi. Nulla si muove. E noi nemmeno. Senza autorizzazione non possiamo organizzare un bel niente. Per fortuna i contatti dei miei capi sono ad altissimo livello, per cui al termine della giornata odierna otteniamo dal presidente della federazione la tanto attesa autorizzazione: si può fare! Domani quindi sveglia prestissimo per prender possesso del campo, "addobbarlo" a festa, preparare i campi e accogliere i bambini (ne aspettiamo 100...chissà quanti ne arriveranno) e dar vita, speriamo, a una grande giornata di festa. Sempre che nel frattempo non succeda qualcosa d'altro.
mercoledì 1 febbraio 2023
Running in Moroni
La giornata è lunga e intensa, tra aula e campo, in più il caldo umido dell'isola certo non aiuta a conservare le forze. Ma quando Antonio, il mio collega, saliti in macchina mi propone una corsa verso la spiaggia in centro città, dove abbiamo visto tutti i giorni, a qualsiasi ora, bambini giocare a calcio, per vedere il tramonto, magicamente recupero le forze e, stupidamente, accantono i libri, per accendere il garmin e partire. Dall'hotel sono 3km scarsi di saliscendi, ma con questa luce e, finalmente, un po' di brezza fresca dal mare, nonostante le macchine lungo la scalcinata strada, la corsa è un vero piacere. Anto è un po' fuori forma, ma comunque tiene il passo, e lungo la via è bellissimo scorgere l'oceano alla nostra destra spuntare tra gli immensi e verdissimi alberi, e ammirare l'immensità del vulcano alla nostra sinistra, dietro le "case" della città, con il suo comignolo perennemente celato agli occhi dalle nuvole. Meno di un quarto d'ora (se non altro questa mattina mi sono già allenato...) e siamo in spiaggia, dove ci imbattiamo in un paio di ragazzotti che pretendono il pagamento di un ticket di ingresso e che velocemente dribbliamo: la spiaggia a mille accessi, nonostante sembri ben recintata, e loro stanno chiudendo solo quello principale. Basta spostarsi di una decina di metri et voilat, eccoci sulla sabbia. O forse sarebbe meglio dire eccoci a coverciano! sono in corso contemporaneamente almeno 5 partite "ufficiali", con il mare come linea laterale e delle grosse pietre come pali della porta; squadre divise non si capisce bene con quale criterio (bellissimo uno di questi incontri: alcuni giocatori hanno la casacca verde, altri no, ma le squadre sono composte da un mix fra casaccati e non casaccati!) e portieri che quando la palla è lontana si esibiscono in salti mortali, ruote o mosse tipo capoeira. Non nascondo che mi sale la scimmia di entrare in campo con una di queste squadre, ma il tramonto è ormai prossimo e Anto ci tiene ad ammirarlo, per cui ci spostiamo sulle rocce e...incredibile. Non avevo mai visto il sole tramontare dietro il mare salutando questo lato di mondo con dei raggi ben distinguibili di luce di diverse gradazioni di arancione. Davvero, sembrava un disegno, quando si riproduce su un foglio il sole, circondato da delle linee a rappresentare i raggi. E il riflesso di questi raggi sull'acqua rendeva il tutto ancora più...finto! Sembrava davvero dipinto. Il tutto si esaurisce velocemente: il sole in meno di 5 minuti "crolla" in acqua e sparisce e noi ci rimettiamo le scarpe e facciamo dietro front, però,,,che meraviglia. Il tutto con intorno palloni da calcio che volavano e venivano, malamente va detto, colpiti. I 3 km di ritorno volano via velocemente, ricaricati di energia dallo spettacolo di poco prima, per cui, arrivati in hotel, avendo ancora 40 minuti prima dell'appuntamento per la cena, decido di chiudere la giornata in palestra. A studiare ci penso domani. Per forza