Non male partire venerdì, arrivare sabato, lavorare il giorno stesso e la domenica per poi reimbarcarmi per l'europa domenica sera. Un bel massacro, seppur ora, stanco, stanchissimo, sia più che soddisfatto del lavoro svolto e dell'impatto dell'intervento sui circa cento allenatori incontrati (97 per essere esatti).
Ma la cosa che in assoluto mi ha colpito di più di questa città è stata...il degrado assoluto. Madonnina, sono andato a correre in due occasioni partendo dall'hotel, sito in downtown e se non avessi saputo di trovarmi nella città degli angeli avrei pensato di essere in un qualsiasi paese del centro america, un po' in abbandono, sopraffatto dalla droga, dai malaffari e per nulla sicuro. Oggi in particolare penso di aver corso una delle peggiori corse della mia vita, della mia esperienza; non per i ritmi, per la qualità della corsa, ma per l'ambiente, il posto dove davo fondo alle mie energie. Uscito dalla zona dei grattacieli, ma nemmeno di troppo, eccomi...a Managua, o a Tegucigalpa, comunque non a Los Angeles, per lo meno per come ce la immaginiamo, per come me la ricordavo. Odore di marijuana costante, puzza di piscio che ti accompagna costantemente e si mischia col suddetto odore, per non parlare di quello della due, come la chiama Maggie, che ogni cento metri ti invade. E poi disperati ad ogni angolo. Ma davvero ad ogni angolo! Costantemente, su tutti i marciapiedi chi sdraiato per terra, chi accasciato con posture a dir poco assurde (stamane abbiamo incrociato una ragazza con la testa appoggiata ad un bidone di quelli della raccolta degli indumenti usati, le braccia a penzoloni e la gamba destro mezza flessa, incrociata davanti alla sinistra, che rimaneva in appoggio sul piede sinistro completamente pronato! Una sfida a Newton), chi intento a urlare contro non si sa quale demone nella sua testa...l'inferno. Davvero, non sto esagerando: una situazione spaventosa, soprattutto se ci si ferma un secondo e si pensa che questo posto ci viene spacciato, per rimanere in tema, come il modello del mondo. Mica male. Che posto di m..da.
Ma la cosa peggiore di questo week end è stato per me il frontale che ho fatto con l'assurda realtà che provano a vivere i più, su questi campi del mondo: sicuramente mi sbaglio, sicuramente non è così, ma l'impressione che ho avuto ancora una volta calpestando il suolo a stelle e strisce, questa volta molto più viva questa sensazione rispetto alle altre mie esperienze da queste parti, è che sia tutto finto. Tutto costruito ad arte...ma nemmeno troppo ad arte. Un po' raffazzonato, buttato li, senza cura, attenzione, giusto per apparire, ma senza nemmeno prestar troppa attenzione. Queste macchine giganti, queste case immense (alla fine sono a los angeles e ieri abbiamo fatto un giro a beverly hills e abbiamo cenato a Santa Monica), questi infiniti grattacielo...mi sembra tutto finto, tutto costruito per inseguire un immagine, un ideale irreale, impossibile e inutile, a mio modo di pensare, e soprattutto tutto orientato, tutto guidato dal dio denaro. Cazzo, la gente non parla d'altro! A me piace molto parlare coi tassisti quando sono in giro: chiedere loro come vivono, dove vivono, le loro impressioni sullo stato delle cose, e qui, oltre al fatto che son tutti non americani (un etiope, un iraniano, un armeno, un brasiliano...), tutti mi han parlato di soldi, della necessità di trovare il business giusto per "svoltare" e trovarsi lo spazio in questa società, dove tutto gira intorno al dollaro. "you are in the capital of capitalism" mi ha ripetuto più volte l'etiope. "ma stanno bombardando il tuo paese", ho provato a dire al persiano. "ma io son qui a fare soldi", mi ha risposto lui, spiegandomi che paga 3000 dollari al mese (si, al mese) per un appartamento con due camera, una sala e un bagno, dove vive con moglie e due figli a venice beach.
Insomma, una società pessima, quella che ho nuovamente incontrato nel corso del mio pellegrinaggio, ulteriormente peggiorata rispetto all'ultima volta (febbraio 2026, mica cent'anni fa). Unica nota positiva...il campo. Due giorni super intensi, senza sosta, massacranti, ma che mi hanno lasciato ottime sensazioni e una grande soddisfazione: tutti e 97 gli allenatori incontrati hanno concluso la giornata di oggi soddisfatti, col sorriso, volendo ringraziarci per ciò che abbiamo condiviso e per le modalità di condivisione. O anche loro erano finti?