sabato 9 febbraio 2013

Camerun 8 Febbraio

8 Febbraio

Il mio maledetto svarione, che mi accompagna da più di un anno con apparizioni casuali, ma molto fastidiose, ha segnato la giornata, seppur, fortunatamente, giunto solo a fine allenamento. Di colpo, mentre guidavo la partitella, un giramento di testa esageratamente forte mi ha costretto a sedermi prima, ad allontanarmi per sdraiarmi poi, perdendo gli ultimi dieci minuti di allenamento, poiché momentaneamente fuori uso. Che palle! Dopo breve son rientrato in campo, giusto per salutare i bambini e dare appuntamento agli allenatori, sperando che nessuno, oltre a Silvia, Lorenzo e Max, si sia accorto di nulla, ma il testone pesa e la corsa che avevo in mente rimane nella mia testa, senza prender vita; rientrato in stanza, infatti, mi sdraio e provo a riprendermi un po' e le due ore volano via con troppa facilità. Peccato, veramente peccato, perché anche oggi le tre ore in aula son state belle e soddisfacenti, così come la seduta si era svolta nel migliore dei modi, con grande divertimento e partecipazione da parte dei bambini. Credo che anche oggi siam riusciti a lasciare qualcosa ai nostri allenatori, per aiutarli nel loro compito sui campi camerunesi, dando loro dei validi strumenti per organizzare le sedute di allenamento. Ora ci rimane domani, con l'ultima parte di corso e l'ultima seduta di allenamento; vediamo di riprenderci, va', che domani devo andare alla grande!

venerdì 8 febbraio 2013

Camerun 7 febbraio


7 Febbraio


Prima giornata in aula, per il nostro corso di formazione dedicato a 62 allenatori provenienti da tutto il Camerun: c'è chi viene da qui vicino, Garoua, Maroua, chi da un po' più lontano, Bafoussame, chi da molto lontano, Yaoundé, chi da lontanissimo, Mbadmayo o dall' ancor più lontana Douala! Insomma, Inter Campus da vita due volte l'anno a dei veri e propri corsi di formazione nazionali, che accolgono allenatori da tutto il paese e la cosa mi piace un sacco! Se penso poi al fatto che qui, l'ultima volta che qualcuno ha organizzato qualcosa è stato dieci anni fa, la cosa mi piace ancor di più. Carichissimo quindi, di fronte a questa responsabilità mi tuffo in aula, avanzando tra i vari concetti che abbiamo deciso di presentare i questi giorni, con entusiasmo e sicurezza: parliamo in questa occasione del reale significato dell'educazione attraverso l'allenamento, come si realizza e come meglio comportarsi per rendere l'educazione, appunto, vero centro del lavoro dell'allenatore. Insomma, come mi ha detto un' arguta Silvia " la tesi di laurea. Non fai altro che ripetere la tua tesi di laurea".  Riduttiva la sua osservazione, ma sicuramente pertinente. La classe è attenta, partecipa, si rivela subito coinvolta ed interessata, nonostante i numeri possano essere motivo di confusione, per cui le ore passano facilmente, anche se...anche se ogni tanto scorgere tra i musi neri, nerissimi degli allenatori che mi circondano il pallido viso di Si mi fa immancabilmente trasalire! Cacchio, è tanto strano, quanto bello averla qui con me e ancor più strano, quindi ancor più bello, è stato vederla nel pomeriggio in campo: non mi era mai successo, ovviamente mi vien da dire, di osservarla vivere in prima persona la mia vita nel mondo inter campus, scorgerla inseguire un pallone, sporcarsi di terra rossa, notarla costretta a fermarsi per l'ennesima foto com questo o quell'allenatore, vivere appunto la mia realtà in toto. Non so quanti abbiano la fortuna di poter coinvolgere nella propria passione, che è diventata anche il proprio lavoro, la moglie (certo, poi qualcuno non considererebbe questa ipotesi una vera fortuna, non penserebbe e non vorrebbe nemmeno lontanamente pensare a quest'ipotesi, vivendo la presenza della consorte anche sul luogo di lavoro più come una condanna che come una gioia) e vederla divertita, contenta di e per quel che vivo e faccio quotidianamente in giro per il mondo, quindi, ancora una volta, riconosco di essere estremamente fortunato a vivere la mia vita! Grazie Inter Campus! 
Ora minimo riposo, dopo aver dato fondo alle mie energie con un super allenamento di forza alla maniera del prof (ho ripetuto il lavoro di venerdì prof, quello fatto con Juri) trascinandomi dietro anche Lorenzo, convinto poi a seguirmi nel successivo lavoro di forza con l'elastico: sarà contenta Martina. Anche oggi, dunque, riassumo il tutto con una parolina: spettacolo!

giovedì 7 febbraio 2013

Camerun 6 Febbraio


6 Febbraio

Ngaoundere', eccoci arrivati! Dopo 14 ore di surreale viaggio su binari, attraverso foresta, altopiano dell'Adamaua e ridiscesa verso il Sahel, questa mattina con le prime luci dell'alba ci siamo avvicinati alla nostra meta, dove intorno alle 8 siamo finalmente arrivati. La stazione e tutto il piazzale fuori sono cambiati tanto dall'ultima volta che son stato qui: non più confusione, bancarelle di legno, venditori di ogni genere di cose e strada sterrata e polverosa, ma un classico, spento piazzale in ciotolato, povero di gente, colori e rumori vari, con pochi bambini che si aggirano nei paraggi, tenuti a debita distanza dalla stazione da vari agenti di sicurezza, che sicuramente semplificano la vita al Nassara, come e' chiamato il bianco da queste parti (siamo in zona musulmana e nassara significa cristiano, generalmente bianco di pelle, appunto), ma tolgono un po' di folklore al tutto. Anyway, un po' stanchi, ma soprattutto eccitati e contenti per la giovane avventura in essere, accompagnati dal buon Francis andiamo a prender possesso delle nostre camere presso l'hotel della città ( e' da un po' troppi viaggi africani che ci riduciamo a dormire in hotel e la cosa non mi va proprio: preferisco di gran lunga le varie casette dove siam sempre stati, cacchio. L'hotel mi fa sentire così europeo, così ricco colonizzatore, così lontano dalla pura realtà locale; non mi garba proprio), per poi, subitamente, muoverci verso la scuola che ci ospiterà nei prossimi giorni per la parte teorica mattutina e quella pratica pomeridiana; qui facciamo conoscenza con il preside, un anziano prete croato trapiantato da decine di anni a queste latitudini e ormai camerunese a tutti gli effetti, e con il campo per i nostri allenamenti. Tutto perfetto, tutto pronto per domani e per i prossimi giorni, per cui il pomeriggio e' dedicato al riposo post odissea: bello il viaggio, ma piuttosto sfiancante! Io, Lore e Si decidiamo però di non buttar via il pomeriggio dormendo, ma ci avventuriamo per le vie sterrate di questo grand village, come lo ha definito padre Carlo, il prete della scuola, che si distende lungo i fianchi di alcune colline rocciose, tra polvere rossa e pietre granitiche, o almeno così mi paiono; Ngaoundere' e' il nome della più alta fra queste colline, sormontata da un pietrone tondo, in equilibrio miracoloso, e significa "monte ombelico" nella lingua locale, proprio per via della sua forma e del suo masso caratterizzante, e diventa subito il mio obiettivo, il punto verso il quale tende il mio cammino, passando tra le baracche e le capanne che costituiscono la "periferia" entro cui ci avventuriamo. Purtoppo non ho tenuto conto della fobia per i rettili di Silvia e il sole caldo in questo ambiente roccioso sono l'habitat ideale per vari lucertoloni innocui, ma mostruosi agli occhi di mia moglie, per cui riusciamo solo a muoverci ai piedi del monte, senza avventurarci troppo lungo le sue brulle e pietrose pendici. Poco male: il giretto e gli incontri vari con le persone del villaggio bastano per saziare momentaneamente la mia fame di scoperte. Ora posso andare ad allenarmi e infatti con Lore ci cambiamo, vesto il mio fedelissimo Garmin e via, verso il campo scoperto questa mattina, luogo ideale dove dar fondo alle mie energie, sfruttando il programma di lavoro del prof. Arrivati al campo un gruppo di ragazzi ci invita a giocare con loro, ma capisco che la partita non sarebbe stata di buon livello, quindi non sarebbe stata allenante e decido di declinare, lasciando Lorenzo ad inseguire la palla calciata per lo più a dieci metri di altezza con insistenza nei successivi 40 minuti, per dedicarmi a dei lavori specifici di cui, ora, ho più bisogno. E alla fine la mia scelta si e' rivelata corretta...

Camerun 5 Febbraio 2013

5 febbraio 2013

Arrivati e già ripartiti, visto che solo ieri sera siamo atterrati a Yaoundé e ora ci troviamo nella nostra cuccetta, sul treno, in viaggio verso la regione del grand nord. Avvolti da un buio totale, immersi nel caldo umido tipico di questa zona di mondo, stiamo avanzando attraverso la foresta tra villaggi e città, lasciandoci alle spalle la capitale, facendo brevi soste nelle principali stazioni, durante le quali centinaia di mani ci mostrano la loro mercanzia dal finestrino, sperando in un nostro acquisto. Spera, spera! Nemmeno se me lo regalassero cadrei nuovamente nella curiosa tentazione di mangiare il batoke, o la batoke, per trovarmi così la bocca "ricca" di un sapore misto calzino di maratoneta nel post gara e maglietta intima di lottatore di sumo dopo la sauna! Che schifezza! Meno male che oltre a quella roba immangiabile, le mani ci porgono anche ananas, e quello camerunese e' il migliore del mondo per me, e banane, decisamente cibi più commestibili, anche se ora come ora non ho fame: troppe emozioni, troppe attrazioni la fuori occupano i miei sensi,  la mia mente, il mio corpo, per lasciar spazio a quella primitiva sensazione. La fuori, ma anche qui dentro, perché vivere, condividere, tutto questo, in questo viaggio, con Silvia raddoppia il valore delle cose! Oggi, alla scuola, non esser solo in mezzo ai bambini, ma ritrovarmi con lei impegnata a ballare con le bimbe, divertita dalla curiosità che i bimbetti mostravano per la sua pelle chiara, per i suoi capelli da "pupette", quasi frastornata per tutti quei nani colorati che le stavano intorno e non la lasciavano avanzare, e' stato decisamente divertente e emozionante, lasciandomi con la certezza che d'ora in avanti capirà meglio, più profondamente, i miei racconti post-viaggio. Spettacolo! 
Ora il buio si e' fatto totale e fuori dal finestrino non si riesce più a scorgere, a riconoscere, una sola figura, una sola forma, ma alzando gli occhi troviamo di che saziare la fame dei nostri occhi: migliaia di micro puntini bianchi, luminosissimi, puntellano la volta celeste, orfana della luna e quindi ancor più vuota, ancor più nuda, ancor più libero palcoscenico per le stelle del firmamento. Alla prossima stazione qualcosa mangiamo, però!

domenica 3 febbraio 2013

Camerun 2013

Camerun 2013

Vigilia di viaggio diversa dal solito questa, poiché domani si parte, come tante altre volte negli ultimi otto anni, direzione Africa,  ma questa volta con un compagno di viaggio speciale: Silvia! Dopo tanti racconti subiti dalle sue orecchie, dopo tanti entusiastici, ma magari non entusiasmanti, riassunti di viaggio, finalmente riesco a portarla con me e farle vivere in prima persona Inter Campus e il suo grandioso mondo in neroazzurro! Sono emozionato, contento, motivatissimo...insomma, una girandola impazzita di emozioni positive! Non vedo l'ora di presentarla a Francis, di fare il viaggio in treno verso Ngaoundere', di farle vedere i bambini, i campi, gli allenatori, la gente che ho sempre la fortuna di incontrare, non vedo l'ora di farle conoscere da dentro il magnifico mondo Inter Campus, di sentire le sue impressioni sul nostro modo di intervenire, di coinvolgerla con me sul campo e affidarle un compito, magari non strettamente tecnico, di portarla a correre con me...Spettacolo!!! Mai soldi risparmiati furono meglio investiti. Mai stato così impaziente di partire!